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IL MANICO CONTA, SEMPRE

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28 giugno 2026. Sono passati ormai alcuni giorni dalla sentenza definitiva che ha condannato Mauro Moretti e altri dirigenti, tra cui Michele Elia, per la strage di Viareggio. La coincidenza ha voluto che la notizia arrivasse proprio mentre si parlava delle imminenti dimissioni dell'attuale amministratore delegato del Gruppo FS, Stefano Donnarumma. Due notizie diverse. Ma forse neanche troppo. Perché oggi il servizio ferroviario è sotto gli occhi di tutti. Ritardi, guasti, convogli fermi, impianti che cedono, linee aeree abbattute da un pantografo, treni trasformati in forni perché l'aria condizionata decide di scioperare. E le giustificazioni ascoltate negli ultimi mesi — i cantieri del PNRR, gli anarchici, il destino cinico e baro — hanno ormai esaurito la loro efficacia. Quando le scuse diventano sistematiche, significa che il problema è strutturale. E questo, lo dico con amarezza, mi fa male. Perché nelle ferrovie ci ho passato una vita. Sempre dalla parte dei ferrovieri, s...

Sicurezza sul lavoro: le strategie ci sono, ma il problema resta la realtà.

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Tra nuove norme, controlli e buone intenzioni, il vero banco di prova resta l'applicazione concreta Ogni volta che si parla di sicurezza sul lavoro, il rischio è sempre lo stesso: confondere l'attività normativa con il miglioramento reale delle condizioni di sicurezza sul  lavoro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una continua produzione di leggi, decreti, circolari e accordi. Oggi arrivano anche le nuove strategie nazionali per la salute e sicurezza sul lavoro nel periodo 2026-2030 , accompagnate da annunci, obiettivi e dichiarazioni d'intenti. Tutto molto importante. Ma la domanda che occorre porsi è un'altra: tutto questo basterà a ridurre gli infortuni?La risposta, purtroppo, è meno scontata di quanto si voglia far credere. Perché il problema della sicurezza in Italia non è  mai stato la mancanza di norme. Il problema è sempre stato la difficoltà di trasformare le norme in comportamenti concreti. L'illusione che una nuova regola possa risolvere tutto Da a...

PER NOI E' SEMPRE 28 APRILE!

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  GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E LA  SICUREZZA SUL LAVORO  per noi e’ sempre 28 aprile Come ogni 28 aprile, oggi si celebra la Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, istituita dall’O.I.L./I.L.O, che è l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. In tutto il mondo si parlerà di sicurezza sul lavoro, di infortunio e di malattie professionali. Si parlerà di morti sul lavoro. Insomma, oggi tutti ne parleranno. Convegni, interviste, passerelle e dichiarazioni a go go. Per noi, che di questo argomento ci occupiamo tutti i giorni, sarà una giornata come le altre, per noi è sempre il 28 aprile. Sia chiaro, non intendiamo certamente sminuire l’importanza della Giornata, anzi. E’ importante che se ne parli e che ci si occupi di questo aspetto. Quello che un po’ infastidisce, questo si, è che spente le telecamere, tolti i microfoni delle interviste, si passerà appresso, fino ai prossimi infortuni mortali plurimi che destano sgomento e indignazione. Già, plurimi, p...

Mbow, morto come la povera Luana!

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23 marzo 2026: Mbow Pape Mamour , questo era il suo nome. Aveva solo 22 anni , era originario del Senegal e viveva a Padova da qualche anno. Chi lo conosceva lo descrive come un giovane molto laborioso, perfettamente integrato e impegnato a costruirsi un futuro tra il lavoro e gli studi. Un futuro che non avrà. E’ morto, incastrato nel macchinario di srotolamento delle lamiere, mentre tentava di rabboccare il liquido lubrificante. Un destino simile a quello di Luana D’Orazio, la giovane madre, anche lei 22enne, stritolata il 3 maggio 2021 da un orditoio. Se Mbow tentava di rabboccare il lubrificante con il macchinario in funzione significa che non aveva fatto l’opportuna formazione e addestramento o, peggio, gli avevano detto di fare così. Sarebbe criminale. Come sarebbe criminale che qualcuno, anche in questo caso, come per Luana D’Orazio, abbia rimosso o shuntato le protezioni della macchina.  Quando si fanno operazioni sui macchinari, tutte le procedure prevedono che si faccian...

LA GROENLANDIA O LA VITA SUL PIANETA?

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26 gennaio 2026 - Tra le questioni che il tempo impazzito che stiamo vivendo ci pone con brutalità ogni giorno, ve n’è una in particolare di cui proprio non riesco a farmi una ragione. La questione della Groenlandia, con chi la pretende e chi, giustamente, la difende. Non entro negli aspetti ridicoli — se non fossero tragici — di chi dice che “gli serve”. Purtroppo la psicopatia si risolve, forse, solo con cure potenti. No, a me viene in mente un’altra cosa, che davvero mi procura sgomento, perché il problema non è di chi sarà la Groenlandia quando i ghiacci si saranno sciolti al punto giusto per passare tranquillamente a “nord-ovest”. Il problema è che i ghiacci si sciolgono ai Poli e, con loro, anche le possibilità di continuare ad abitare il pianeta. Sicuramente per miliardi di persone collocate nelle zone più costiere. Che poi, siamo sicuri che sotto quei ghiacci, oltre alle terre rare e agli idrocarburi, non ci siano batteri o altre bestie di infinitesima dimensione, prigionie...

NEL 2026 GIA’ TROPPI MORTI SUL LAVORO. CAMBIARE ROTTA

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15 Gennaio 2026. Pietro Zantolini, 55 anni guardia giurata, muore nella notte tra il 7 e l’8 gennaio 2026, mentre lavorava a -12° nel cantiere dello stadio del ghiaccio a Cortina d’Ampezzo. Il 12 gennaio è toccato a Claudio Salamida, un operaio di 46 anni morto precipitando all’interno della ex Ilva di Taranto dopo un volo di circa 8 metri, perché durante un controllo tecnico nell’acciaieria ha ceduto un pavimento grigliato. Il 5 gennaio c’era stato già il primo morto sul lavoro del 2026 in Veneto, un lavoratore di 65 anni. Il 13 gennaio, è stata la volta di un 40enne, schiacciato da un trasformatore che gli è caduto addosso mentre era al lavoro nella zona industriale di Colleferro (Piombinara).    Persino la morte di Alessandro Ambrosio, il giovane capo treno ucciso a Bologna alla vigilia dell’Epifania, se fossero confermate le ipotesi ventilate da alcuni di una vendetta dell’omicida per aspetti legati all’attività di controlleria della vittima nei giorni precedenti, ...

Crans-Montana: la strage degli innocenti.

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“Da noi potrebbe succedere? ”. E’ la domanda che in molti si sono fatti in questi primi giorni del 2026, dopo la strage degli innocenti di Crans-Montana. Dopo il rogo di Capodanno del locale “Le constellation"  con l’ammissione del sindaco di quella località turistica del Vallese circa il fatto che negli ultimi cinque anni non erano più stati fatti controlli, ci si interroga anche su cosa prevede la normativa antincendio in Italia per i locali pubblici con intrattenimento. Proveremo a rispondere, pur senza entrare troppo nel tecnico, seppur dovendo fare alcuni riferimenti di carattere specifico. Vediamo cosa bisogna fare in Italia se volessimo aprire un locale pubblico, per esempio, con capienza superiore a 100 persone e musica dal vivo. Per farlo occorre affrontare una procedura di prevenzione incendi, perché la capienza e l’uso dello spazio con pubblico “stanziale” lo configurano come locale di pubblico spettacolo/interesse culturale soggetto a controlli e autorizzazioni speci...