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C'ERA DAVVERO BISOGNO?

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  Oggi, 8 agosto 2026 , per la prima volta  si celebra la Giornata europea in ricordo delle vittime del lavoro. Lo si fa a 70 anni dalla strage dei minatori della miniera di Marcinelle, del 1956 in Belgio. Un’altra ricorrenza, quindi, che si aggiunge a quella del 28 aprile – Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro dell’ILO e a quella della seconda domenica di ottobre – Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’associazione delle vittime ANMIL..  Un calendario già ricco di giornate dedicate alla memoria, alla riflessione e agli impegni solenni. Ben venga. Ma una domanda è inevitabile: abbiamo davvero bisogno di nuove celebrazioni o si dovrebbe cambiare, finalmente, il modo in cui affrontiamo la sicurezza sul lavoro?  Gli ultimi dati INAIL, primo semestre del 2026, parlano di un lieve miglioramento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2025 (-4%). Questi dati, però, raccontano anche una realtà che non possiam...

QUANDO SUL MURETTO SI CUOCIONO LE UOVA BISOGNA FERMARSI

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C’è un momento nel quale anche le parole devono arrendersi alla realtà. Possiamo parlare di “ondate di calore”, di “temperature eccezionali”, di “rischio climatico”, di “stress termico”. Possiamo riempire pagine di protocolli, indici, bollettini, mappe colorate e raccomandazioni. Ma quando su un muretto arroventato dal sole si possono cuocere le uova, la questione diventa molto più semplice: non si può lavorare. Non si può lavorare normalmente perché, prima ancora, non si riesce più a vivere normalmente. Le nostre case, gli uffici, i negozi, le automobili sono diventati abitabili soltanto grazie all’aria condizionata. Dormiamo con il condizionatore acceso. Mangiamo con il condizionatore acceso. Ci spostiamo cercando disperatamente un abitacolo refrigerato. Entriamo in un supermercato quasi per respirare. E allora qualcuno dovrebbe spiegarci in base a quale prodigiosa teoria il corpo umano, che a casa non sopporta il caldo senza refrigerazione, dovrebbe invece diventare improvvisamente ...

IL MANICO CONTA, SEMPRE

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28 giugno 2026. Sono passati ormai alcuni giorni dalla sentenza definitiva che ha condannato Mauro Moretti e altri dirigenti, tra cui Michele Elia, per la strage di Viareggio. La coincidenza ha voluto che la notizia arrivasse proprio mentre si parlava delle imminenti dimissioni dell'attuale amministratore delegato del Gruppo FS, Stefano Donnarumma. Due notizie diverse. Ma forse neanche troppo. Perché oggi il servizio ferroviario è sotto gli occhi di tutti. Ritardi, guasti, convogli fermi, impianti che cedono, linee aeree abbattute da un pantografo, treni trasformati in forni perché l'aria condizionata decide di scioperare. E le giustificazioni ascoltate negli ultimi mesi — i cantieri del PNRR, gli anarchici, il destino cinico e baro — hanno ormai esaurito la loro efficacia. Quando le scuse diventano sistematiche, significa che il problema è strutturale. E questo, lo dico con amarezza, mi fa male. Perché nelle ferrovie ci ho passato una vita. Sempre dalla parte dei ferrovieri, s...

Sicurezza sul lavoro: le strategie ci sono, ma il problema resta la realtà.

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Tra nuove norme, controlli e buone intenzioni, il vero banco di prova resta l'applicazione concreta Ogni volta che si parla di sicurezza sul lavoro, il rischio è sempre lo stesso: confondere l'attività normativa con il miglioramento reale delle condizioni di sicurezza sul  lavoro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una continua produzione di leggi, decreti, circolari e accordi. Oggi arrivano anche le nuove strategie nazionali per la salute e sicurezza sul lavoro nel periodo 2026-2030 , accompagnate da annunci, obiettivi e dichiarazioni d'intenti. Tutto molto importante. Ma la domanda che occorre porsi è un'altra: tutto questo basterà a ridurre gli infortuni?La risposta, purtroppo, è meno scontata di quanto si voglia far credere. Perché il problema della sicurezza in Italia non è  mai stato la mancanza di norme. Il problema è sempre stato la difficoltà di trasformare le norme in comportamenti concreti. L'illusione che una nuova regola possa risolvere tutto Da a...

PER NOI E' SEMPRE 28 APRILE!

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  GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E LA  SICUREZZA SUL LAVORO  per noi e’ sempre 28 aprile Come ogni 28 aprile, oggi si celebra la Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, istituita dall’O.I.L./I.L.O, che è l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. In tutto il mondo si parlerà di sicurezza sul lavoro, di infortunio e di malattie professionali. Si parlerà di morti sul lavoro. Insomma, oggi tutti ne parleranno. Convegni, interviste, passerelle e dichiarazioni a go go. Per noi, che di questo argomento ci occupiamo tutti i giorni, sarà una giornata come le altre, per noi è sempre il 28 aprile. Sia chiaro, non intendiamo certamente sminuire l’importanza della Giornata, anzi. E’ importante che se ne parli e che ci si occupi di questo aspetto. Quello che un po’ infastidisce, questo si, è che spente le telecamere, tolti i microfoni delle interviste, si passerà appresso, fino ai prossimi infortuni mortali plurimi che destano sgomento e indignazione. Già, plurimi, p...

Mbow, morto come la povera Luana!

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23 marzo 2026: Mbow Pape Mamour , questo era il suo nome. Aveva solo 22 anni , era originario del Senegal e viveva a Padova da qualche anno. Chi lo conosceva lo descrive come un giovane molto laborioso, perfettamente integrato e impegnato a costruirsi un futuro tra il lavoro e gli studi. Un futuro che non avrà. E’ morto, incastrato nel macchinario di srotolamento delle lamiere, mentre tentava di rabboccare il liquido lubrificante. Un destino simile a quello di Luana D’Orazio, la giovane madre, anche lei 22enne, stritolata il 3 maggio 2021 da un orditoio. Se Mbow tentava di rabboccare il lubrificante con il macchinario in funzione significa che non aveva fatto l’opportuna formazione e addestramento o, peggio, gli avevano detto di fare così. Sarebbe criminale. Come sarebbe criminale che qualcuno, anche in questo caso, come per Luana D’Orazio, abbia rimosso o shuntato le protezioni della macchina.  Quando si fanno operazioni sui macchinari, tutte le procedure prevedono che si faccian...

LA GROENLANDIA O LA VITA SUL PIANETA?

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26 gennaio 2026 - Tra le questioni che il tempo impazzito che stiamo vivendo ci pone con brutalità ogni giorno, ve n’è una in particolare di cui proprio non riesco a farmi una ragione. La questione della Groenlandia, con chi la pretende e chi, giustamente, la difende. Non entro negli aspetti ridicoli — se non fossero tragici — di chi dice che “gli serve”. Purtroppo la psicopatia si risolve, forse, solo con cure potenti. No, a me viene in mente un’altra cosa, che davvero mi procura sgomento, perché il problema non è di chi sarà la Groenlandia quando i ghiacci si saranno sciolti al punto giusto per passare tranquillamente a “nord-ovest”. Il problema è che i ghiacci si sciolgono ai Poli e, con loro, anche le possibilità di continuare ad abitare il pianeta. Sicuramente per miliardi di persone collocate nelle zone più costiere. Che poi, siamo sicuri che sotto quei ghiacci, oltre alle terre rare e agli idrocarburi, non ci siano batteri o altre bestie di infinitesima dimensione, prigionie...