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SAFETY e TRASPORTI PRIMA E… DURANTE LA PANDEMIA

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Ormai qualunque aspetto della vita sociale ed economica si voglia analizzare si deve tener conto di un “prima” e di un “dopo”. Prima e dopo il Covid-19. Fino alla fine del 2019 e, poi, dal 2020. Questo spartiacque vale anche laddove si voglia approfondire la situazione sul versante della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di un comparto fondamentale dell’economia come quello dei Trasporti e della Logistica. Un comparto, quello del Settore Ateco Istat 2007 H, che, come testimoniato dai dati del citato Istituto di Statistica, occupava nel 2019 fino a 1,2 milioni di addetti, distribuiti percentualmente come riportato in questo grafico: Non abbiamo ancora dati aggiornati dopo l’avvento del Covid-19 per capire come e quanto ha inciso finora l’epidemia sui dati occupazionali del comparto. Nel quinquennio 2015-2019, dai dati dell’Istat, si legge che erano cresciuti del 6,4% rispetto al 4% dell’economia nel medesimo periodo. Nel solo 2019 il comparto ha prodotto quasi 92 milia...

Trasporti al tempo del Covid: bilanci e considerazioni personali

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1 gennaio 2021 - Quando un anno finisce di solito si fa un bilancio. Per questo 2020, ormai, il solo citare il numero fa sì che la gente si tocchi. In questo post di fine/inizio anno, in onore a questo tipo di blog, solo poche cose, in pillole, sul mondo dei trasporti e sulla sicurezza sul lavoro. Inizio subito da quest’ultima per salutare con favore che qualcuno, nei trasporti, abbia annunciato grandi iniziative nei luoghi di lavoro. Spero davvero che sia così. Farebbe bene a tutti, anche a chi la propone. Aspettiamo con speranza i fatti, perché di sicurezza parlano in tanti ma, vi posso assicurare, la conoscono davvero in pochi. Le pillole (che in quanto tali non sono possono essere esaustive): Logistica e trasporto merci su strada. E’ l’unico ambito col segno fortemente positivo perché la pandemia ha fatto deflagrare la domanda di delivering, che era già in costante crescita sull’onda dell’aumento del e-commerce ma che ora è letteralmente esplosa. Aumento di lavoro e, conseguent...

RECOVERY TRANSPORT FUND!

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2 DICEMBRE 2020 L’emergenza epidemiologica ha posto in evidenza una serie di fragilità strutturali del Paese, tra le quali non è stata irrilevante quella del trasporto pubblico locale (Tpl). Una fragilità che è stata amplificata soprattutto intorno al 15 settembre 2020, quando molte Regioni hanno riaperto le scuole e, in contemporanea, almeno il 50% dei dipendenti pubblici sono tornati a svolgere la propria prestazione in ufficio, dopo diversi mesi di lavoro da casa. Era evidente a chiunque avesse mai usato un autobus, un tram o una metropolitana, che la riduzione di posti occupabili sui mezzi non sarebbe certo stata una misura utile per limitarne l’affollamento, semplicemente perché è impossibile da rispettare in situazioni che, già prima della pandemia, soffrivano di affollamento dei mezzi e di scarsità di corse. Infatti, la situazione è apparsa presto difficile. Era ovvio che succedesse perché, soprattutto in diverse realtà, Roma in primis, il Tpl soffriva già di mali datati. Già ...

LA SPERANZA E' L'ULTIMA A MORIRE

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Pandemia. Una parola che avevamo letto solo sui libri di storia o che era stata evocata dai media come possibilità spaventosa ai tempi dell’Ebola o della Sars. La febbre spagnola di un secolo fa, quella sì che è stata una pandemia terribile e, come sempre ha fatto l’uomo, nella sua infinita presunzione, non ha pensato che potesse succedere anche in questa epoca. Invece è successo e ci siamo dentro fino al collo. All’inizio in troppi hanno pensato che fosse solo “poco più di un’influenza”, anche quando quella città cinese dove tutto è iniziato, Wuhan, dodici milioni di abitanti - quattro volte gli abitanti di Roma - veniva blindata, chiudendo la gente dentro le case. Purtroppo non è stata, e non è tuttora, un’influenza un po’ più forte. Non poteva esserlo, altrimenti avrebbe significato che in Cina erano tutti impazziti e la popolazione la stavano chiudendo in casa così, per sport. Poi morì il medico cinese che aveva lanciato l’allarme, poi arrivarono i due turisti cinesi finiti allo...

"BLABLAISTI" BASTA!

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26 ottobre 2020 – Ma perché non la smettono tutti di sentenziare? “Bisognava fare così.” - “Bisognava fare cosà”, tutti a “spiegare” cosa non “è stato fatto”, che poi spesso è gente che non ha mai “fatto” nulla, se non la professione del "blablaista" , parolai per mestiere. Tutto questo rumore sarebbe accettabile SOLO da quelli che già da agosto dicevano le stesse cose che dicono oggi (penso bastino le dita di una sola mano per contarli). Come sempre succede chi mette in guardia o ricorda cosa sono le precauzioni passa per un rompiscatole o, quando va bene, per la Cassandra di turno. Cassandra non era una rompipalle, era una che avvertiva del pericolo reale. Ad esempio ora tutti a parlare del trasporto pubblico. Tutti a sentenziare “Non hanno fatto niente in questi mesi”. Chi? Chi avrebbe dovuto? Provate a rispondere. Anzi no, prima provate a capire come ci si deve raccapezzare in un sistema dove la titolarità è degli Enti Locali ma i soldi li mette lo Stato. Un sistema do...

COVID19: PERCENTUALE PREGO!

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12 ottobre 2020 - Premetto da subito che non sono un negazionista e non tendo alla minimizzazione di un fenomeno così pericoloso come la pandemia da Covid-19, ma non riesco a capire una cosa. Forse sarò solo io a chiedermelo. Oppure potremmo essere in tanti, chissà, ma i dati che quotidianamente vengono diffusi dai media sui nuovi contagiati, non si sa come mai, sono "strillati" solo col numero assoluto.Perchè? Che senso ha dire che il numero dei contagiati è in aumento senza metterlo in relazione al numero dei tamponi effettuati così da avere una percentuale? Vorrei sentirmi dire: "oggi la percentuale di positività registrata a fronte dei tamponi effettuati è x%" e, allora si, ascoltare "con y positivi su z tamponi fatti". E poi vedere un grafico che faccia vedere chiaramente l'andamento. La famosa "curva". Invece no. Ogni volta 'sta tarantella di numeri sbattutti in prima pagina, soprattutto dei telegiornali, che poi, quasi zitti zitti,...

L' "ADRIBUCO" - COME DIMENTICARE UN PEZZO D'ITALIA...

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6 OTTOBRE 2020.Visto che tutti parlano di infrastrutture, collegandole anche alla manna salvifica del "recovery fund" che dovrebbe (?) spandere su tutto e tutti miliardi a go go, mi permetto di dire la mia, parlando di quello che definisco l'"Adribuco", ovvero il vero e proprio buco che caratterizza le reti comunitarie dei trasporti TEN - T. I famosi corridoi che, per quello che riguarda il corridoio "Baltico-Adriatico" fa finire l'adriatico al "porto core di Ancona" che torna ad essere adriatico solo da Bari a Taranto (che poi è sullo Jonio, se l'hanno lasciata lì). Guardate bene l'immagine che ho postato: si tratta della cosiddetta "Rete Comprehensive", cioè della rete, appunto completa, che considera i corridoi e la parte complementare. Solo su questa rete si possono richiedere gli investimenti comunitari a sostegno, chi vi dice altro mente sapendo di mentire (oppure ignora non sapendo di essere ignorante). Ora, dic...